mercoledì 20 dicembre 2017

Mango velomobile test

Vi ripropongo un video di qualche tempo fa del test del velomobile Sinner Mango di Matteo, dove ho potuto apprezzare pregi e difetti di questo straordinario modo di andare in giro pedalando.

This is a video of some time ago of the test of the Sinner Mango of Matteo, where I could appreciate the strengths and weaknesses of this extraordinary way of riding around pedaling.


4 commenti:

jacklanterna ha detto...

Marco direi che devi fare un velomobile con 4 ruote... io sogno il Quatrovelo! :)

matteo de chirico ha detto...

...bel video e bei ricordi...devo dire che mi fa una certa impressione vedere qualcuno che pedala al posto mio sul Mango.
Ora però sarebbe utile fare alcune piccole precisazioni. Il Mango è un velomobile che ha una propensione decisamente più "cittadina" e questo è assolutamente vero. Come tutti i velomobili non è un mezzo da scalata, anche se ci sono dei piloti del Mango che si sono cimentati su pendenze ben superiori al 5%, come Gerd Pachauer (io mi sono astenuto.... ). Il fatto che sia un 3x20" però non lo limita in maniera significativa in velocità sia su strada, che su pista, rispetto a velomobili dello stesso peso. Harry Lieben, attuale produttore del Mango, lo ha dimostrato confrontando le prestazioni con il Quest, addirittura con ruota posteriore da 26" (il paragone con DF non è molto corretto).
Un altra precisazione da fare è che il mio è il primo modello di Mango, che ho customizzato in maniera estetica e funzionale, ma la sua trasmissione nasce attorno al cambio Sram dualdrive con 8v. Questo non mi ha impedito di fare medie su strada di 38 kmh, in parti della stagione dove sono particolarmente allenato, ma è comunque un cambio al mozzo, che aggiunge un attrito in più sulla trasmissione.
Attualmente quel cambio è stato rimosso, e l'intera trasmissione è in fase di riprogettazione, grazie anche alla fondamentale consulenza di Alberto Rossetti, mente eccelsa di Propulsione Umana. Passerò ad una trasmissione 2x10v (eliminando definitivamente il cambio al mozzo) con spaziature più ravvicinate tra i primi sei pignoni, e un'ottimizzazione del rimando alla ruota posteriore (ricordo che il Mango non ha la trazione diretta sulla ruota posteriore, altrimenti la catena dovrebbe essere portato all'esterno della carena.) Questo dovrebbe portare notevoli vantaggi, ma è ancora prematuro parlarne.
Infine una piccola parentesi va dedicata alle Shwalbe Shredda. Sono decisamente meno scorrevoli delle One, ma i benefici sulle "strade Piemontesi" sono innumerevoli, dal confort, al grip in inverno, alla durata.Sicuramente è ora di mandarle in pensione, cosa che anche Shwalbe ha fatto. L'intenzione è quella di passare alle One tubeless.
Cordiali saluti e auguri di buone feste a tutti.

EBS ha detto...

Che bello il Mango e, soprattutto, che bello il TUO Mango, Matteo.

Più che farlo circolare per strada una simile opera d'arte andrebbe esposta al Museum of Modern Art (alias MOMA).

Avendo solamente più tempo, soldi e spazio a disposizione quello sarebbe veramente il giocattolo perfetto per un "diversamente bimbo" come il sottoscritto. :-)

matteo de chirico ha detto...

Grazie, troppo buono...sulla carena c'è stato uno studio notevole. Ho fatto diversi disegni prima di raggiungere l'effetto desiderato. Poi ho aggiunto la coda che ho fatto in lexan....ma sta per diventare definiva, ma in carbonio...
Per lo spazio che dire...io lascio fuori la macchina:-p